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Laura

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Dopo una meta ci sarà sempre qualcos'altro da raggiungere, dopo un sogno ci sarà altro da sognare, dopo una realizzazione ci sarà altro a cui aspirare, oltre l'orizzonte vedrai sempre un altro orizzonte. Frustrante? No! Ti immagini che delusione raggiungere l'orizzonte e vederlo finire in un abisso di nulla, senza nient'altro ancora da raggiungere?
(citazione mia, e ne rivendico interamente la proprietà!)
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Diario di bordo

- Appunti della pirata vagabonda -
11 November

Mendicanti d'affetto

http://iltafano.typepad.com/photos/uncategorized/2008/11/25/mendicante.jpg
Qualche volta mi chiedo davvero da dove nasca questa umana, masochistica tendenza a mendicare l'affetto di persone che non lo ricambiano.
E' qualcosa che accade continuamente nel corso della vita: all'asilo, quando ci sforzavamo di fare i simpatici ad ogni costo così gli altri bambini ci avrebbero invitato a giocare con loro; a scuola, quando desideravamo soltanto essere accettati e benvoluti nel gruppo delle persone "giuste", così avremmo finalmente smesso di sentirci diversi ed emarginati; quando diventiamo improvvisamente tutte sorrisi e moine davanti al ragazzo che ci piace; quando facciamo di tutto per apparire simpatici e brillanti per fare buona impressione su un nuovo gruppo di amici; quando facciamo buon viso a cattivo gioco sorridendo al professore che ti guarda come se fossi qualcosa rimasto appiccicato alla sua scarpa.
Certo, ci sono posti dove "guadagnarsi" l'approvazione di qualcuno è un vantaggio e spesso anche una vera e propria necessità: a scuola, al lavoro, luoghi dove è inevitabile venire giudicati e valutati.
Ma come mai, tante volte, si finisce per mendicare anche negli affetti?
L'amicizia, come l'amore, dovrebbe essere qualcosa di spontaneo, qualcosa che prima si trova e di cui poi ci si prende cura perché cresca e continui a durare. Perchè così spesso invece ci si trova a stimare, adorare e quasi idolatrare una persona, un gruppo, una compagnia, per riceverne soltanto briciole di fredda considerazione? Perché ci si ostina a cercare l'approvazione e finanche l'affetto proprio delle persone che riteniamo più irraggiungibili, dimenticandoci di quanto valgano le persone che ci sono più vicine? Per l'egoistico desiderio di brillare della loro luce riflessa? E' come per gli attori famosi: quando adori qualcuno finisci per sapere tutto di lui/lei, mentre questo non sa e non saprà mai nulla di te. Perché non ti considera qualcuno di rilevante.
Si danno per scontate molte cose, e una di queste è l'affetto di amici e familiari, che troppo spesso viene sottovalutato e ignorato. Perché proprio con le persone che ammiriamo di più, sembriamo non riuscire mai a dare il meglio di noi stessi?
Mi è capitato in passato, più di una volta. Per qualche motivo, io non sono mai stata una che piacesse all'elite, alla gente più in gamba, più apprezzata, più in vista. Un bene? Un male? Ora finalmente posso dire di avere smesso di fingere negli affetti, e di frequentare persone a cui tengo veramente e che tengono a me. Anche se a volte è difficile ricordarsi quanto ci si vuole bene. Perché in amicizia c'è bisogno di conferme, in qualsiasi rapporto c'è bisogno di tenere aperto un canale di comunicazione, qualcosa che continui a ripeterci, anche nei periodi più duri: "sono qui perché a te ci tengo". E' questo che tiene stretti i rapporti, per quante tempeste possano attraversare, per quanto si possa litigare e scontrarsi. E' questo che aiuta a confrontarsi, che fa fare pace, che rassicura.
Sul versante amoroso invece è ancora un continuo illudersi, un continuo ripetersi "ora basta con le pagliacciate" e poi finire per mendicare vigliaccamente ogni briciola di affetto o di attenzione, finendo soltanto per rendersi ancora più deboli, fragili e ridicoli. Forse ne ho più bisogno di quanto vorrei ammettere, anche se mi ostino a cercare nei posti sbagliati. Forse prima o poi imparerò che anche l'amore non è qualcosa che si mendica o si ruba. Forse.
09 November

You forgot one very important thing, mate... I'm Captain Jack Sparrow.

http://www.hugbacker.com/wp-content/uploads/depp-sparrow.jpg
Proprio ieri, giusto dopo essere andata a vedere Nemico Pubblico (niente male davvero, a parte le riprese con telecamera manuale che mi hanno fatto venire il mal di mare), sfogliando una copia di BestMovie ho trovato una notizia che mi ha strappato una gran bella ghignata.
La notizia in questione è questa : insomma, causa il licenziamento di Dick Cook, Johnny potrebbe rinunciare a girare il quinto e sesto (ma forse anche il quarto) episodio previsto per la saga dei Pirati dei Caraibi. Una possibilità così grossa che la Disney addirittura vocifera di sostituire il capitano con un altro attore, o addirittura con un nuovo personaggio.
E io rido. Rido veramente tanto. Perché se Johnny davvero abbandonasse la saga, si guadagnerebbe il mio imperituro amore e stima già più di quanto non faccia ora. Primo, per la lealtà dimostrata a Cook: per il semplice dire "A queste condizioni, io non lavoro." Secondo, perché non c'è vero fan che non vorrebbe vedere la storia di Jack Sparrow chiudersi così: basta filmoni ed effetti speciali, lasciate che lo ricordiamo così, mentre se ne va sulla sua barchetta sfondata, con la sua mappa e il suo rum. Terzo, perché voglio proprio vedere che cosa combinerebbero i produttori senza Jack Sparrow.
E' inutile che parlino di sostituirlo o eliminare il personaggio: no Jack, no party. Perché è Jack Sparrow che ha dato vita ai film, che li fa vivere e respirare; niente di tutto questo sarebbe accaduto se non ci fosse stato lui, il Capitano. Perciò è ancora più ovvio il fatto che, tolto Jack, qualunque altro film della saga dei Pirati crollerebbe miseramente. E, onestamente, non me ne fregherebbe nulla.
Perché la storia è finita molto tempo fa. Quindi, sono ormai rassegnata all'uscita del quarto film e lo guarderò di buon grado, sapendo di ritrovarci il capitano che ho sempre amato; ma se davvero Johnny Depp finisse per sorprenderci con questo ultimo colpo di coda, con questo splendido ammutinamento degno del pirata a cui ha dato vita, io dico solo che sarei la prima ad applaudirlo. E a ridere tanto, ma veramente tanto.
02 November

Un'altra Lucca

Diventa sempre più difficile recensire per bene una fiera.
L'unica cosa di cui sono sicura è questa: nei giorni precedenti ad una fiera (specie una grossa come Lucca, dove per la prima volta ho fatto la mitica "tre giorni" riuscendo a girare anche gli stand il venerdì) passo il tempo chiedendomi chi me lo faccia fare. Poi arrivo, mi metto il costume, e di colpo capisco il perché. Così, semplicemente.
E' successo così appena ho indossato il costume della mia adorata Harley, prima di lanciarmi in una giornata in compagnia del miglior gruppo che potessi desiderare: per i miei amici che hanno realizzato un gruppo che sognavo da tempo, per la tavolata di cattivi di Batman al Bar Skianto (la gatta no, che deve mangiare nella ciotola), per i fan scatenati di Harley che mi hanno regalato un disegno, per una scenetta che è finita quasi prima che ci rendessimo conto che era iniziata (tutti bravissimi, comunque!), per un gruppo splendido che si è guadagnato centinaia di foto, semplicemente... grazie!
A Claudio, sempre magnifico Joker e "bello dentro" (perché non ti perdoneremo mai per esserti messo la maschera!)
Fede, inquietante Spaventapasseri e infaticabile sarta dell'ultimo secondo
Kia, il nostro Harvey Dent preferito con una spettacolare mezza faccia
Micol, che non si fa fermare da niente, nemmeno dalla tutina dell'Enigmista!
Silvia, la nostra dolcissima "pianta d'appartamento"
Pietro, cosplayer in erba e un Bane assolutamente fantastico
e a Isa, che non era con noi in gruppo, ma ci ha aiutati tutti nel montaggio e ha realizzato il trucco di Due Facce!
http://i7.photobucket.com/albums/y262/PirataLaura/lucca2009021.jpg?t=1257157869

WhY sO SeRiOuS? Come on, CLICK ME!!!

E' successo quando mi sono dipinta di azzurro e ho indossato il vestito di Emily, la Sposa Cadavere: più che un costume una scommessa visto che io e le sante mani della Fede lo abbiamo praticamente fatto uscire dal nulla in poche settimane e ancora non lo avevo mai provato completo. Una scommessa vinta, perché, per quanto scomodo, ho adorato quel vestito e ho avuto una sorpresa inaspettata... i primi a riconoscermi e a chiedermi foto sono stati tanti, tantissimi bambini, e forse per la prima volta è stata una vera emozione posare insieme a loro sapendo di essere il loro personaggio preferito. Indimenticabile!
http://i7.photobucket.com/albums/y262/PirataLaura/lucca2009056.jpg?t=1257158693 http://i7.photobucket.com/albums/y262/PirataLaura/lucca2009086.jpg?t=1257158807
Ma soprattutto... noi gli effetti speciali ce li facciamo in casa!
http://i7.photobucket.com/albums/y262/PirataLaura/lucca2009087.jpg?t=1257159180
Lo so, dire soltanto grazie ogni volta può sembrare scontato o banale, ma è veramente quello che sento di dover dire. Sento di dover ringraziare tutti quanti, oltre al mio solito gruppo: Ale, Betty, Mad, Max, Francesco, per la loro compagnia, per essersi sobbarcati con noi le magagne di fine fiera quando eravamo tutti esausti e discretamente scazzati, per averci sempre e comunque aiutati. Per lo stand di Avelion che diventa sempre più bello. Per un'altra Lucca che è finita.
22 October

Colpi di fulmine


Ecco cos'era quel bombardamento di tuoni che mi hanno svegliata alle due di notte. Povero angioletto del duomo, che esperienza! A pensarci ora è una vera fortuna che il colpo se lo sia preso tutto il campanile: non oso immaginare cosa avrebbe potuto fare ad una casa un fulmine del genere...
12 October

Appassito

http://wwwdelivery.superstock.com/WI/223/1221/PreviewComp/SuperStock_1221-108.jpg

I drown in the hesitation
My words come crashing down
And all my best creations
Burning to the ground
The thought of starting over
Leaves me paralyzed

(Wither -Dream Theater )

Sto tentando di fare i conti con quello che sta succedendo. Davvero. Sto tentando di trovarci un senso.
Cosa c'è che non va? C'è che avevo sempre creduto che, una volta libera dalla scuola, sarebbe cominciata l'epoca dell'indipendenza, delle grandi svolte e delle grandi avventure: ci ho sempre creduto veramente. E invece non è così. Invece è stato uno shock accorgermi una volta di più che qui ci sono solo io, con le mie solite paure, incertezze e debolezze.
C'è che credevo di sapere quello che volevo, nella vita, e invece non è affatto così. E ho una paura dannata, perché per la prima volta in vita mia davvero non ho idea di cosa fare di me stessa. Non è solo il fatto di non trovare un lavoro, o di non volerne sapere dell'università, o di finire per non fare niente dal mattino alla sera: il vero problema è quella strisciante indolenza che si impossessa di me, qualcosa che inesorabilmente mi rende non solo annoiata, ma che ha cominciato ad anestetizzarmi i sensi, mi impedisce di entusiasmarmi per una cosa qualsiasi, mi risucchia ogni spirito d'iniziativa. Mi fa paura, tutto questo.
Mi fa paura trovarmi ad essere più che mai sola in ogni cosa che faccio. Che io mi deprima facilmente non è una novità, il fatto è che la cosa si fa sempre più frequente ora che "dare un senso alla vita" non è più solo una frase fatta, ma una pressante necessità. Per ogni cosa che faccio mi sembra solo di stare ingannando il tempo, mentre si sa che il tempo non perde mai occasione di vendicarsi... spesso togliendoti la terra da sotto i piedi.
Ma tutto questo non sarebbe un problema tanto grande, se non fosse che mi sono resa conto che è sempre andata così: da diversi anni a questa parte c'è sempre stato qualcosa che non andava in me, c'è sempre stato qualcosa che mi faceva sentire inutile, depressa o soltanto insoddisfatta, anche se lo zittivo in tutti i modi.
Pensare che è sempre stato così, e che probabilmente così continuerà ad essere, mi dà i brividi.
Sentirmi troppo stanca o troppo annoiata per provare una qualsiasi cosa che mi tiri fuori di qui, mi fa urlare di rabbia.
Perché non riesco a liberarmi dalla sensazione di avere perso un pezzo di me per strada, alcuni anni fa, un pezzo della vecchia me stessa che conoscevo, che ora mi manca come un braccio o una gamba.
Perché l'unica cosa che non cambia e non si muove, qui, sono sempre io, con i miei interminabili patemi e la mia maledetta debolezza.
Perché io sono io, e nessuno che mi sta vicino capirà mai quanto triste possa arrivare a sentirmi, dato che per il mio sciocco orgoglio mi sfogo soltanto con me stessa.
Perché probabilmente anche questa sensazione passerà, ma odio pensare che è solo questione di tempo prima che torni, sempre, sistematicamente, a sentirmi così... appassita.
 
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